martedì 18 gennaio 2022

La scomparsa di Alberto Michelotti

SARAI SEMPRE IL  MIO BARACÓN

Non è stato soltanto un grande arbitro di calcio e un grande parmigiano - È stato soprattutto una persona perbene, un portatore d'amicizia - Avere l'onore del suo affettoi era una medaglia da puntarsi al cuore - E io non la toglierò mai

di ACHILLE MEZZADRI



Ciao Baracón, cme vala?”. “Incó a són fóra cme un balcón”. Cominciavano così, a volte, le nostre telefonate. Eravamo amici da poco più di 12 anni e gli piaceva essere chiamato così dagli “intimi”, ed infatti era come se fossimo carsù insèmma, nonostante la differenza d’età. Io  sono cresciuto dedchì e lui dedlà da l’acua, ma avevamo molto in comune: l’amore per Parma, per il Parma, per la musica lirica, per la famiglia, per le tradizioni, per il djalètt pramzàn. Da quando l’ho conosciuto ho capito che dietro la maschera del guascone senza peli sulla lingua c’era una persona perbene, un portatore d’amicizia, quell’amicizia che portava sulle sue spalle forti come una bandiera. Ciao Baracón, cme vala? Oggi  non può rispondermi, purtrop-po, ma so che se potesse lo farebbe con una di quelle sue ridacchiate travolgenti e una frase strappalacrime ma detta con allegria: co’ vót ch’a t’ digga? A són rivè dala mia Laura…”. 
La sua Laura, la moglie scomparsa un anno fa, il punto fermo della sua vita, l’approdo sicuro dopo ogni avventura nei campi di calcio e nelle strade della vita. Ricordo quando volli festeggiare il suo novantesimo compleanno con un breve video di 5 minuti, Alberto Michelotti da Parma (visibile su Youtube), nel quale raccontavo la sua vita. Lo inviai a Sonia che.....

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